Regolamenti per i luoghi destinati al gioco d’azzardo

 12 aprile 2014      

Il Tar del Lazio annulla l’art. 2 del regolamento comunale sul gioco del Comune di Trento in quanto lo stesso Comune non ha effettuato un’attenta e specifica istruttoria per la precisa individuazione dei siti da cui calcolare il raggio entro il quale è assolutamente vietata la collocazione di nuovi apparecchi da gioco: in tale modo -sottolinea il Tar del Lazio- il Comune è venuto meno al dovere di identificare dettagliatamente i singoli siti. Ne è discesa la condanna dell’amministrazione comunale trentina a pagare le spese sostenute da un esercente che si era visto rigettare la domanda di richiesta di licenza per l’installazione di apparecchi da gioco, con vincite in danaro, presso la propria rivendita di tabacchi e di giornali.

La mancata dettagliata indagine per identificare i luoghi sensibili è quindi costata all’amministrazione comunale trentina il diniego della propria difesa a favore dell’esercente: la “questione della distanza dai luoghi sensibili e la loro mancata individuazione” sta facendo parecchio discutere nel settore, nel settore amministrativo e presso i vari Tar che sono chiamati ad esprimersi su questa “spinosa” vicenda. Gli operatori del settore a volte si trovano rifiutate le richieste di autorizzazione ad esercitare l’attività di gioco lecito con argomentazioni “fumose” e non “coperte” da argomentazioni ed indagini effettivamente svolte. Questo…. non è assolutamente giusto né corretto nei confronti di chi ha la possibilità di esercitare un’attività in cui crede e di conseguenza di dare lavoro a risorse umane che in questo particolare momento lavoro non ne trovano assolutamente in alcuna “direzione”.